TL;DR: l’alt text di un’immagine generata con AI non va copiato dal prompt. Va scritto dopo aver inserito l’immagine nella pagina, descrivendo solo l’informazione che aggiunge in quel contesto.
Il problema: il prompt racconta la produzione, non il contenuto
Generi una cover con l’AI, la carichi in WordPress e nel campo “Testo alternativo” incolli una versione corta del prompt. Sembra efficiente, ma produce frasi come “illustrazione editoriale moderna, palette blu e crema, stile pulito”. Sono istruzioni date al generatore, non informazioni utili a chi non vede l’immagine.
Il risultato è un alt text pieno di dettagli decorativi e povero di significato. Peggio: se la stessa immagine viene riutilizzata in due articoli diversi, il testo copiato resta identico anche quando cambia la funzione dell’immagine.
La soluzione: descrivi il contributo dell’immagine
La regola operativa è semplice: prima decidi cosa fa l’immagine nella pagina, poi scrivi l’alt. Il decision tree del W3C distingue immagini informative, decorative e funzionali. Per un’immagine informativa serve una descrizione breve che comunichi il significato aggiunto; se è puramente decorativa, l’attributo alt va lasciato vuoto.
Quattro passaggi essenziali
- Leggi il paragrafo vicino all’immagine. Se contiene già tutta l’informazione visiva, valuta un alt vuoto. Non duplicare testo senza motivo.
- Scrivi ciò che manca. Completa questa frase: “Questa immagine aiuta a capire che…”. Tieni solo la risposta, senza “immagine di” o “foto di”.
- Inserisci il default in WordPress. La documentazione dell’Image block specifica che l’alt salvato nella Media Library viene riportato nelle nuove istanze dell’immagine.
- Adatta l’istanza quando cambia il contesto. In WordPress puoi modificare l’alt nel singolo blocco: quella modifica vale per la pagina o il post corrente, senza cambiare il default della Media Library.
Esempio concreto. Prompt: “dashboard WordPress con una miniatura collegata a un campo accessibile, stile editoriale”. Alt debole: “illustrazione AI moderna in blu e crema”. Alt utile: “Editor WordPress che collega un’immagine a una descrizione accessibile”.
L’errore da evitare
Non chiedere al modello di generare immagine e alt text nello stesso passaggio. In quel momento conosce il prompt, ma non sa ancora dove userai l’asset né quale testo lo circonderà. Genera prima, inserisci nella pagina, poi scrivi l’alt sul contesto reale.
Take finale
L’alt text non è un sottoprodotto della generazione AI. È una decisione editoriale. Trattalo come titolo ed excerpt: breve, contestuale e rivisto da una persona prima del publish. Se stai lavorando anche sulla leggibilità macchina del sito, usa questa checklist WordPress per AI Search come controllo separato: accessibilità e visibilità non sono la stessa cosa.

