Beacon è la mia suite di audit web: tre analisi complementari — GEO/AI-readiness, accessibilità e performance — che confluiscono in un unico report. Misura quanto un sito è davvero pronto a essere letto da AI, persone e motori di ricerca, e soprattutto indica come sistemarlo. Ideazione e sviluppo full-stack sono miei: nasce come replica migliorata di Pharos e cresce fino a coprire tre dimensioni.
Sfida
Oggi un sito non deve piacere solo alle persone e a Google: deve essere leggibile dagli assistenti AI che rispondono al posto del motore di ricerca, accessibile a chi usa tecnologie assistive e veloce su ogni dispositivo. Sono tre mondi con regole diverse, di solito misurati da strumenti diversi — e i risultati restano scollegati, difficili da tradurre in azioni concrete.
Volevo un unico strumento che rispondesse a una domanda pratica: questo sito, così com'è, quanto è pronto? E che non si fermasse al punteggio, ma spiegasse cosa correggere, senza inventare nulla.
Soluzione
Ho costruito Beacon come suite di quattro strumenti che condividono lo stesso motore. Il GEO checker misura l'AI-readiness — accesso ai crawler AI, file per agenti (llms.txt), dati strutturati, leggibilità automatica e segnali off-site. Il tool di accessibilità unisce controlli statici WCAG 2.1 e, su richiesta, axe-core sul DOM renderizzato. Il tool performance restituisce il punteggio Lighthouse reale e i Core Web Vitals via PageSpeed Insights. Il report completo esegue le tre analisi in un'unica scansione ed esporta un documento brandizzato in PDF, HTML o Markdown, con confronto before-after rispetto alla scansione precedente.
Il valore non è nel voto ma nel «come sistemarlo». Per l'accessibilità Beacon mostra la remediation con esempi prima/dopo generati in modo deterministico — niente AI, zero allucinazioni — e produce una bozza onesta di dichiarazione di accessibilità, che non certifica la conformità da un semplice scan automatico. I tre punteggi restano affiancati e non si sommano: misurano dimensioni diverse dello stesso sito.
Sul piano tecnico il motore è Node puro, con funzioni pure testabili coperte da una suite di assert che gira anche in CI; axe-core e Playwright sono dipendenze opzionali, così il grosso dei controlli funziona anche senza. L'interfaccia web è Next.js/React e riusa lo stesso motore come pacchetto locale, con un endpoint dedicato per ogni strumento.
Risultato: un cruscotto unico che trasforma tre audit tecnici in una lista di interventi chiara e verificabile. È un progetto open source (licenza MIT) e pronto per un deploy pubblico.