Dal 17 novembre 2026 Google comincia a convertire in automatico i Gems di Gemini nelle nuove skill, e sugli account Google personali i Gems spariscono entro novembre. La conversione, scrive Google, porta con sé “i file supportati”. Il problema sta in quelle due parole. Le skill non accettano file .docx, .doc e .xlsx, cioè i formati in cui una piccola azienda tiene di solito listini, template di offerta e procedure. Non funzionano nemmeno con Canvas e Deep Research. Un Gem costruito su un listino Excel, che scrive bozze in Canvas, rischia quindi di arrivare dall’altra parte senza il suo pezzo più utile.
Per gli account Google Workspace i tempi sono più lunghi: marzo 2027 per le versioni business, enterprise e non profit, giugno 2027 per quelle education. La data del 17 viene dal banner che Google mostra ora dentro Gemini, riportato da 9to5Google, che la indica come inizio della migrazione: fino alla conversione i Gems restano utilizzabili. La pagina di supporto ufficiale parla di rimozione a “novembre 2026”, senza il giorno.
Questa è la guida che userei per migrare i Gems di una PMI o di uno studio, senza perdere i file e senza creare un problema di dati nuovo. È scritta in ordine operativo: inventario, file, riscrittura, copia di sicurezza, test. La checklist completa è in fondo.
Le date e cosa sparisce
Le informazioni vengono dalla pagina About the transition from Gems to skills del supporto Google. In sintesi:
- Account personali: i Gems vengono rimossi a novembre 2026. Il banner in app indica il 17 come inizio della migrazione.
- Workspace business, enterprise e non profit: marzo 2027.
- Workspace education: giugno 2027.
- Opal e “Gems by Google Labs”: spariscono a novembre, per tutti.
La migrazione automatica converte ogni Gem in una skill, insieme ai file supportati. Alcune funzioni però non si possono agganciare a una skill. Google scrive che per ora la maggior parte dei tool predefiniti dei Gems non funziona con le skill, e cita fra gli altri Create video, Create music, Canvas, Deep Research e Guided learning. Le skill funzionano invece con le app collegate, come quelle di Workspace. Le skill non hanno una pagina con lo storico delle chat e per ora non leggono file da GitHub.
Google scrive che “nelle prossime settimane” arriveranno la condivisione delle skill, i file presi da Drive e il collegamento ai notebook. È un annuncio, e un annuncio non basta per pianificare. Se un Gem oggi è condiviso con tre colleghi, tratto quella condivisione come persa fino a quando la funzione non compare davvero.
Cosa cambia fra un Gem e una skill
Un Gem era un assistente dedicato: lo aprivi, ci parlavi, restava un contesto separato. Una skill è un pacchetto di istruzioni che Gemini carica dentro una chat normale. Si richiama con la barra, /nome-skill (Google dice che arriverà anche la chiocciola), ma Gemini la può anche applicare da solo quando la richiesta combacia. Più skill si possono usare nella stessa conversazione.
Il secondo cambio è tecnico e conta più del primo. Una skill è un file SKILL.md: testo Markdown con un’intestazione YAML che contiene almeno nome e descrizione. È un formato aperto, pubblicato su agentskills.io. Anthropic lo ha lanciato per Claude il 16 ottobre 2025 e lo ha rilasciato come standard aperto il 18 dicembre 2025. Gemini importa skill create altrove caricando il loro SKILL.md.
Il terzo cambio riguarda il modo in cui il modello decide cosa leggere. La guida Write effective skills lo spiega in tre livelli:
- Gemini legge solo nome e descrizione di ogni skill, per capire se è pertinente.
- Se lo è, carica le istruzioni complete.
- Apre i file allegati solo quando servono davvero.
La descrizione quindi è il grilletto. In un Gem potevi scrivere “assistente marketing” nel campo descrizione e non succedeva niente di male, perché il Gem lo aprivi tu. In una skill una descrizione vaga porta a due errori: la skill non parte quando serve, oppure parte quando non c’entra. Google lo riassume così: le skill devono essere “cheat sheet, non manuali”.
Ci sono poi i limiti numerici: fino a 100 skill attive nello stesso momento, senza limite a quante se ne creano. Il pacchetto caricato può pesare al massimo 100 MB.
Passo 1: l’inventario dei Gems, prima di novembre
La migrazione automatica funziona a occhi chiusi, ed è proprio il suo difetto: nessuno controlla cosa è rimasto indietro. Prima di tutto farei un inventario. Basta un foglio condiviso, con una riga per Gem e queste colonne:
- Nome e proprietario: l’account Google che l’ha creato. Personale o Workspace, perché le date cambiano.
- Istruzioni: copiate intere in un file di testo, adesso. Non affidarti alla copia automatica.
- File Knowledge: elenco dei file con il formato. Qui escono i .docx e gli .xlsx.
- Tool predefinito: se il Gem usa Canvas, Deep Research, Create video, Create music o Guided learning.
- Chi lo usa e quante volte: un Gem che solo il titolare apre una volta al mese non merita la stessa cura di quello che il commerciale apre ogni mattina.
L’ultima colonna serve a tagliare. La guida Google elenca i casi in cui una skill non vale la pena: lavori una tantum, compiti che Gemini fa già bene senza aiuto, requisiti che cambiano troppo spesso. Capita spesso che alcuni Gems, creati con entusiasmo, non vengano aperti da mesi. Quelli si archiviano: si salvano le istruzioni in un file e si lasciano scadere.
Una nota per chi gestisce più persone. Ogni Gem vive nell’account di chi l’ha creato. Se il collaboratore che ha costruito il Gem delle offerte ha lasciato l’azienda e l’account era personale, la conversione avverrà in un account a cui non hai accesso. Meglio scoprirlo adesso che a dicembre. È lo stesso problema di passaggio di consegne che ho descritto parlando di agenti AI nel team: se non sai chi possiede uno strumento, non sai nemmeno chi lo sta perdendo.
Passo 2: i file che non passano
La pagina Create & manage skills elenca i formati ammessi dentro una skill. Sono testo semplice e codice (.txt, .md, .rst, .rtf, .tex, .log, .py, .sh, .json, .yaml, .csv, .toml, .xml, .env, .sql, .html, .css, .svg, Makefile, Dockerfile), più .pdf, .jpg e .png. Sono esclusi .docx, .doc, .xlsx e “qualsiasi altro formato binario”.
Google scrive che i Gems passano con i file supportati, e che .docx e .xlsx non sono supportati. La mia lettura è che un listino in Excel caricato come Knowledge non arriverà nella skill. Non ho un caso reale da mostrare, perché la conversione non è ancora partita. Ma non conviene aspettare novembre per verificarlo.
La conversione la farei così, file per file:
- Listini e tabelle .xlsx: esporta in .csv, un file per foglio. Togli le colonne che il modello non deve vedere, come margini, costi d’acquisto e note interne. Un CSV di 40 colonne è un manuale. Uno di 6 colonne è un cheat sheet.
- Template e procedure .docx: salva in Markdown o in testo semplice. Se l’impaginazione conta, per esempio in un modulo con loghi, salva anche un PDF come riferimento visivo. Per le istruzioni però il testo resta la scelta più affidabile.
- Presentazioni e altri binari: estrai il contenuto utile in un .md. Il resto non serve alla skill.
- File già in PDF: passano, ma un PDF scansionato è un’immagine. Se il testo non si seleziona, rifallo da una fonte digitale.
Mentre converti, verifica cosa c’è dentro. I file caricati in un Gem tre anni fa contengono spesso nomi di clienti, prezzi riservati o indirizzi email. È il momento giusto per toglierli, anche per il motivo spiegato più avanti nella sezione sui dati.
Passo 3: riscrivere il Gem come SKILL.md
Si può lasciare lavorare la conversione automatica e poi correggere, oppure rifare le skill importanti a mano. Per i due o tre Gems che reggono un pezzo di lavoro vero consiglio la seconda strada. La procedura manuale che indica Google è questa:
- Scarica uno per uno i file Knowledge del Gem.
- Crea sul computer una cartella con un nome in minuscolo e trattini, per esempio
schede-prodotto, e mettici i file. - In Gemini crea la skill con “Create manually”, copiando nome, descrizione e istruzioni dal Gem.
- Scarica la skill appena creata: ottieni uno .zip con dentro il
SKILL.md. Mettilo nella cartella insieme ai file. - Con “Replace skill” carica la cartella. Il nome della cartella deve coincidere con quello della skill.
Il caricamento di file funziona solo da web e da app Mac, non da telefono. Se lavori già con un editor di testo, puoi saltare i primi passaggi e scrivere il SKILL.md direttamente. Ecco un esempio per una skill che scrive schede prodotto per un negozio WooCommerce:
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name: schede-prodotto
description: Scrive o riscrive schede prodotto per il negozio WooCommerce
di Ferramenta Rossi. Usala quando chiedo titolo, descrizione breve o
descrizione completa di un prodotto, anche partendo da una scheda
tecnica del fornitore incollata in chat.
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# Schede prodotto
## Formato
- Titolo: marca, modello, caratteristica principale. Massimo 70 caratteri.
- Descrizione breve: due frasi, niente superlativi.
- Descrizione completa: un paragrafo sull'uso, poi l'elenco delle
specifiche, poi "Nella confezione".
## Regole
- Misure e codici vengono solo da listino.csv o dalla scheda incollata.
Se un dato manca scrivi [DA VERIFICARE], non stimarlo.
- Non promettere tempi di consegna né disponibilità.
- Italiano, seconda persona, frasi brevi.
## File
- listino.csv: codice, nome, marca, misure, peso, prezzo al pubblico.
Aprilo solo se servono dati tecnici o il prezzo.
- esempi.md: tre schede approvate da usare come modello di tono.Tre scelte di questo esempio sono volute:
- La descrizione contiene le parole che userai davvero quando chiedi aiuto: “scheda prodotto”, “descrizione”, “scheda tecnica del fornitore”. È quello che Gemini confronta con la tua richiesta. Lo standard la limita a 1024 caratteri e chiede che spieghi cosa fa la skill e quando usarla.
- Il nome segue le regole del formato: minuscole, numeri e trattini, massimo 64 caratteri, nessun trattino all’inizio o alla fine. Gemini chiede lo stesso schema per il nome della cartella.
- Le istruzioni dicono al modello cosa fare quando un dato manca. È la regola che nei Gems dimenticavamo più spesso. Senza, il modello inventa una misura plausibile e la scrive con sicurezza.
Lo standard prevede anche campi facoltativi (license, compatibility, metadata, allowed-tools) e sottocartelle come scripts/, references/ e assets/. Per una PMI che parte dai Gems servono di rado. Su Gemini c’è poi un limite da conoscere: gli script dentro una skill non possono compiere azioni né fare richieste verso l’esterno. Una skill può lavorare con le app Google collegate, ma non aggiorna il tuo WooCommerce: scrive testo che poi controlli e incolli tu.
Passo 4: tenere la cartella fuori da Gemini
Questa è la parte che la migrazione automatica non ti dà e che, secondo me, vale più di tutto il resto. Se la skill esiste solo dentro Gemini, basta un clic su “Elimina” per perderla: Google scrive che la cancellazione è irreversibile. E questa transizione dimostra che il contenitore può cambiare anche quando il lavoro dentro resta lo stesso.
La soluzione è banale: la fonte di verità è la cartella sul tuo disco o sul Drive aziendale, non la skill caricata. Ogni modifica si fa sul file, poi si ricarica con “Replace skill”. Per chi ha un minimo di dimestichezza, un repository Git privato con una cartella per skill dà anche lo storico delle modifiche. Per gli altri basta una cartella condivisa con un file CHANGELOG.txt dove scrivere data e motivo di ogni cambio.
Visto che SKILL.md è uno standard aperto, la stessa cartella funziona anche fuori da Gemini, per esempio in Claude, che usa lo stesso formato. Non sempre alla lettera: campi facoltativi, tool e limiti cambiano da una piattaforma all’altra. Ma istruzioni, esempi e dati puliti in CSV si spostano con un caricamento. È il piano B di cui ho parlato a proposito del lock-in sui modelli AI: costa poco prepararlo quando migri, molto improvvisarlo dopo.
Account di lavoro: la scorciatoia da non prendere
Oggi le skill sono disponibili solo per maggiorenni con un account Google personale. Google scrive che arriveranno “presto” sugli account di lavoro e di scuola, senza una data. Chi usa Gemini con un account Workspace, quindi, ha i Gems fino a marzo 2027 ma ancora non vede le skill.
Chi ha fretta sarà tentato di ricreare i Gems aziendali su un account Gmail personale per provare subito le skill. Io non lo farei, per un requisito preciso: per usare le skill su un account personale deve essere attiva l’impostazione Keep Activity. Cosa comporta lo spiega il Privacy Hub di Gemini:
- con Keep Activity attiva, Google usa l’attività per migliorare i propri servizi, compreso l’addestramento dei modelli generativi;
- una parte delle conversazioni viene letta da revisori umani. Quelle revisionate vengono scollegate dall’account e conservate fino a tre anni, anche se cancelli l’attività;
- la cancellazione automatica predefinita è a 18 mesi, impostabile a 3 o 36 mesi, oppure mai;
- con Keep Activity spenta le chat restano 72 ore e non servono all’addestramento. Senza questa impostazione, però, le skill non si usano.
Google stessa scrive che, con quell’impostazione attiva, non bisogna inserire dati riservati. Un Gem aziendale spostato su Gmail per avere le skill due mesi prima porta con sé listini, nomi di clienti e procedure interne. Li mette in un account che nessuno in azienda amministra e sotto condizioni sui dati diverse da quelle del contratto Workspace. Se mancano il tempo o le regole scritte per decidere, conviene tenere i Gems aziendali dove sono fino a quando le skill arrivano su Workspace. Un Gem in sospeso per qualche mese non fa danni.
Per chi usa già Gemini su un account personale per lavoro, cioè molti liberi professionisti, la regola pratica è una sola: nei file della skill va solo ciò che pubblicheresti sul sito. Il listino al pubblico sì, i margini no. Gli esempi di schede approvate sì, le email dei clienti no. Vale la stessa logica di responsabilità che ho descritto per chi vende funzioni AI ai clienti: il dato che carichi resta un problema tuo, anche quando lo elabora il servizio di un altro.
Passo 5: provare la skill prima di fidarsi
Un Gem convertito che sembra uguale non è per forza un Gem che funziona uguale. Prima cambiava il contenitore, ora cambia anche il meccanismo con cui le istruzioni vengono caricate. Per ogni skill importante farei tre prove, con richieste vere prese dalle ultime settimane di lavoro:
- Prova di attivazione: scrivi una richiesta normale senza
/nome-skille guarda se Gemini applica la skill da solo. Se non lo fa, riscrivi la descrizione con le parole che hai usato nella richiesta. - Prova di esclusione: scrivi una richiesta vicina ma diversa, per esempio una email a un fornitore invece di una scheda prodotto. La skill non deve partire. Se parte, la descrizione è troppo larga.
- Prova del dato mancante: chiedi una scheda per un prodotto che non c’è nel CSV. Deve comparire [DA VERIFICARE], non una misura inventata.
Confronta i risultati con quelli che dava il Gem. Se hai ancora qualche risposta vecchia salvata, sono il tuo campione di riferimento. È un test piccolo, ma è lo stesso principio del benchmark privato sui tuoi dati: le promesse della piattaforma contano meno di dieci richieste reali passate prima e dopo.
Due controlli in più per i Gems che usavano un tool predefinito. Se il flusso passava da Canvas per scrivere documenti lunghi, oggi la skill non lo aggancia: si lavora nella chat normale e si copia il testo. Se passava da Deep Research, dovrai lanciare la ricerca separatamente e poi usare la skill per dare forma al risultato. Scrivilo nella colonna “tool” dell’inventario, così chi usava quel Gem sa cosa cambia per lui.
Se hai dieci minuti: la checklist
La riassumo in ordine, da fare prima di novembre per gli account personali e prima di marzo 2027 per quelli Workspace:
- Fai l’inventario: un foglio con nome, proprietario, istruzioni, file con formato, tool predefinito e frequenza d’uso.
- Archivia i Gems che nessuno apre da mesi: salva le istruzioni in un file e lasciali scadere.
- Converti i file: .xlsx in .csv ripulito, .docx in .md, e togli dati riservati e colonne inutili.
- Riscrivi a mano i due o tre Gems che contano, con una descrizione che dica cosa fa la skill e quando usarla.
- Tieni la cartella di ogni skill fuori da Gemini, con uno storico delle modifiche.
- Non spostare Gems aziendali su account personali per avere le skill prima.
- Prova ogni skill con tre richieste reali: attivazione, esclusione, dato mancante.
Riassunto per chi scorre fino in fondo: la migrazione automatica sposta istruzioni e file compatibili, ma non i .docx, gli .xlsx e i tool come Canvas e Deep Research. Il lavoro vero è fare l’inventario, convertire i file e tenere una copia delle skill che non dipenda da Gemini.

